Le vaste e aride piane dell'Argentina meridionale, che si estendono dalle pendici orientali delle Ande fino alla costa atlantica, sono state teatro di un evento meteorologico sorprendente nei primi giorni di aprile 2026. Solitamente caratterizzato da un paesaggio bruno e secco, interrotto solo dai vibranti colori dei laghi alimentati dai ghiacciai, questo territorio è stato improvvisamente coperto da una spessa coltre bianca. La causa di questa trasformazione è stata un'ondata di maltempo che ha portato precipitazioni nevose ben oltre le aspettative per questa stagione.
Le immagini catturate dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) a bordo del satellite Terra della NASA mostrano chiaramente l'estensione della neve su queste terre, note come Deserto della Patagonia. Secondo gli scienziati, l'autunno è iniziato in modo insolitamente umido nella regione, con stime basate sui dati satellitari che indicano precipitazioni superiori alla media tra fine marzo e inizio aprile. Mentre la maggior parte delle piogge tende a concentrarsi sul versante occidentale delle Ande, forti venti sono riusciti a trasportare neve anche sul lato argentino, creando uno spettacolo visivo notevole.
Un'analisi più dettagliata, effettuata dallo strumento Operational Land Imager (OLI) del satellite Landsat 9, ha evidenziato come la neve abbia interessato principalmente le zone di alta quota, mentre le valli più basse, drenate dai grandi laghi glaciali, rimanessero in gran parte scoperte. In queste aree, è visibile una netta linea di confine tra il bianco della neve e il terreno brullo. Particolarmente suggestive sono le immagini dei laghi, come il Lago Argentino, le cui acque assumono tonalità turchesi o blu lattiginoso a causa della presenza di "farina glaciale", sedimenti finissimi finemente polverizzati dai ghiacciai. Tuttavia, la magia è durata poco: le osservazioni satellitari del giorno successivo hanno già indicato che la neve si era sciolta quasi completamente, lasciando solo le cime montuose più elevate imbiancate.