Un inquietante precedente si è creato negli Stati Uniti con la prima condanna penale ai sensi del "Take It Down Act". L'uomo, James Strahler II, 37 anni, ha patteggiato la sua colpa per aver utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per creare e diffondere immagini sessualmente esplicite, sia reali che sintetiche, di almeno dieci vittime, tra cui donne e minori. L'accusa ha sottolineato come l'uso di queste tecnologie abbia amplificato la gravità del reato, permettendo la creazione di materiale diffamatorio e altamente lesivo.
Le indagini hanno rivelato che Strahler aveva installato sul proprio telefono numerose piattaforme e modelli di intelligenza artificiale, utilizzandoli per generare centinaia, se non migliaia, di immagini intime non consensuali (NCII). Tra gli episodi più gravi contestati, la creazione e la condivisione di immagini che ritraevano una vittima in atti sessuali con un parente, inviate alla madre e ai colleghi della donna. Non solo, l'imputato ha anche utilizzato l'IA per creare immagini esplicite e incestuose, sovrapponendo volti di minori a corpi adulti, inclusi bambini legati alle sue vittime.
Questo caso mette in luce i pericoli emergenti legati all'abuso dell'intelligenza artificiale nel campo della diffamazione e della violazione della privacy. Il "Take It Down Act", introdotto proprio per contrastare la diffusione di materiale sessuale non consensuale, si dimostra uno strumento legislativo fondamentale in un'era dove la tecnologia può essere facilmente piegata a scopi illeciti e dannosi, colpendo profondamente la dignità e la sicurezza delle persone.