Identificare una vera e propria rivoluzione nel mondo della scienza non è sempre facile. Spesso, il peso di una scoperta si rivela appieno solo a distanza di anni, quando il suo impatto si diffonde e trasforma interi campi di studio. Ora, un team di ricercatori statunitensi ha sviluppato un innovativo strumento di intelligenza artificiale, basato sull'apprendimento automatico, capace di individuare con sorprendente precisione quali pubblicazioni scientifiche hanno realmente "spaccato" il paradigma esistente, aprendo nuove strade alla conoscenza.
La tecnologia, denominata "Embedding Disruptiveness Measure" (EDM), analizza milioni di articoli scientifici, mappandoli attraverso una tecnica chiamata "neural embedding". Ogni pubblicazione viene rappresentata da due punti vettoriali: il primo indica su quali lavori precedenti si basa, mentre il secondo descrive la ricerca che essa stessa ispira. Una scoperta rivoluzionaria, spiegano gli scienziati, è quella che porta la ricerca futura a discostarsi significativamente da quella passata, creando una netta divergenza tra questi due vettori. Maggiore è questa divergenza, più alto sarà il punteggio EDM di un articolo.
Il test su un vasto archivio di articoli, dal 1893 al 2019, ha dimostrato l'efficacia dell'EDM. Lo strumento ha identificato correttamente come altamente disruptive articoli premiati con il Nobel e pubblicazioni considerate pietre miliari dagli editori dell'American Physical Society. Inoltre, l'EDM si è dimostrato più affidabile rispetto ad altre metriche, come l'"indice di disruption", che si concentra principalmente sulle citazioni più immediate. Questo approccio più olistico permette di cogliere il vero impatto trasformativo di una ricerca, anche in casi di scoperte simultanee e indipendenti.
Proprio la capacità di rilevare queste "disruption simultanee" è uno dei punti di forza dell'EDM. Il team di ricerca ha notato che quando più gruppi di scienziati arrivano indipendentemente alle stesse conclusioni, l'indice di disruption tradizionale può essere confuso dalle mutue citazioni, penalizzando erroneamente l'importanza di tali lavori. L'EDM, invece, riesce a distinguere il valore intrinseco della scoperta. Un esempio lampante è la scoperta del mesone J/ψ nel 1974: mentre l'indice di disruption considerava le pubblicazioni quasi irrilevanti a causa delle citazioni reciproche, l'EDM le ha collocate tra le prime dieci scoperte più rivoluzionarie.