Da decenni esistono teorie che mettono in dubbio l'autenticità delle missioni lunari, e l'ultima spedizione attorno alla Luna non fa eccezione. Oggi, però, c'è una novità inquietante: la proliferazione di contenuti generati dall'intelligenza artificiale sta dando nuovo vigore a queste tesi. I "negazionisti" lunari, infatti, utilizzano video palesemente artefatti dall'AI come presunte prove delle loro teorie, dimostrando una notevole mancanza di senso critico (o forse un'ironia sottile e contorta).
Un esempio su tutti è un filmato che mostra quattro astronauti sospesi a delle imbracature davanti a un grande schermo verde. Come evidenziato da analisi dettagliate, è sufficiente un'occhiata per capire che si tratta di un prodotto dell'intelligenza artificiale: testo sovrapposto che si glitcha, arti mancanti o dita contate in modo errato sono solo alcuni degli indizi lampanti. La domanda sorge spontanea: perché qualcuno che davvero credesse alla falsità delle missioni lunari dovrebbe scegliere di creare prove false con l'AI per convincere gli altri? Forse un fanatico così convinto da usare prove fasulle, o un troll che si diverte a ingannare gli utenti meno attenti sui social media?
Il rischio è concreto: la diffusione di questi contenuti generati dall'AI potrebbe rafforzare ulteriormente le convinzioni di chi crede a teorie del complotto infondate, mettendo in luce i pericoli di una tecnologia che mina la validità delle informazioni online e, di conseguenza, il concetto stesso di verità. Altri video identificati mostrano interni di navicelle spaziali con astronauti che osservano la Terra da un finestrino, sollevando l'ovvia domanda su chi potesse stare a riprendere. Esperti di disinformazione hanno rivelato che si tratta di video "assemblati" dall'AI, unendo diverse immagini per creare una narrazione falsa.