Una mossa che sta facendo discutere e sollevando preoccupazioni tra esperti legali e di politica sanitaria: l'amministrazione Trump ha avanzato una richiesta di dimensioni considerevoli per accedere ai dati medici sensibili di milioni di dipendenti federali americani e dei loro familiari.
La proposta, emersa in modo discreto a dicembre tramite una nota dell'Ufficio di Gestione del Personale (OPM), mira a ottenere "dati sull'uso dei servizi e sui costi" direttamente dalle compagnie assicurative che coprono i lavoratori del governo. Questi dati potrebbero includere informazioni estremamente personali come le prescrizioni farmaceutiche, le diagnosi mediche, i dettagli dei trattamenti ricevuti, le note dei medici e i riassunti delle visite, andando ben oltre le semplici statistiche aggregate.
La portata di questa iniziativa è notevole: si parla di oltre 8 milioni di americani potenzialmente interessati e di una sessantina di compagnie assicurative coinvolte. Gli esperti temono che una tale raccolta di informazioni, per quanto motivata da ragioni di efficienza o di controllo dei costi, possa rappresentare una violazione senza precedenti della privacy sanitaria dei cittadini.