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Dalla "fava del tormento" a una speranza per l'Alzheimer: il viaggio inaspettato di un farmaco

9. aprile 2026 at 17:04 · Longevity.Technology
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Sembra un romanzo, ma è scienza: il farmaco buntanetap, ora in fase avanzata di sperimentazione clinica per l'Alzheimer e il Parkinson, ha origini sorprendenti. La sua storia affonda le radici nella fava di Calabar, un seme noto in passato in Africa occidentale per i suoi usi, talvolta letali, nei riti di "prova del tormento". Quello che un tempo era considerato un veleno, attraverso un lungo e tortuoso percorso di ricerca scientifica, è stato trasformato in una potenziale arma contro le devastanti malattie neurodegenerative.

Il viaggio di buntanetap è un esempio emblematico di come lo sviluppo di un farmaco raramente sia una linea retta. Dal composto attivo della fava, la fisostigmina, si è arrivati a molecole sempre più raffinate. Ricercatori di generazioni diverse hanno lavorato su questa chimica, passando da una versione all'altra – come la fenserina e poi la posiphen – nella speranza di renderla più sicura ed efficace. Buntanetap è l'ultima evoluzione di questo sforzo, un candidato farmaco che promette di agire riducendo la produzione di proteine tossiche per i neuroni.

La società biotecnologica Annovis Bio ha recentemente ripercorso questa storia affascinante, sottolineando come il progresso in campo medico sia spesso frutto di perseveranza e di una reinterpretazione di scoperte passate. Mentre lo studio di fase 3 per l'Alzheimer procede con l'arruolamento di nuovi pazienti, e quello per il Parkinson si allarga, questo background scientifico insolito aggiunge un ulteriore livello di interesse. In un settore dove i fallimenti sono frequenti, la genesi complessa di buntanetap potrebbe essere vista non come un ostacolo, ma come una testimonianza della resilienza e dell'ingegnosità della ricerca medica.

Articolo originale: https://longevity.technology/news/annovis-traces-buntanetaps-road-to-alzheimers/